La “Birra di Pane” è un prodotto mugellano al 100%. Via, diciamo al 90% perché i luppoli proprio mugellani non sono. Ma tutto il resto è Mugello doc: il birrificio, “Corzano 1985” di Barberino, la ricetta, del barberinese Valter Lenzi, l’azienda che lo distribuisce, il “Granaio dei Medici”. Ed anche la materia prima caratterizzante, il Pane del Mugello (articolo qui).

Le caratteristiche della Birra di Pane

Il sapore di questa birra è leggermente acidulo e fresco, dall’amaro quasi impercettibile.
È una birra adatta a chi non ama la nota peculiare del luppolo.
Ha un grado alcolico non troppo elevato: è una bevanda leggera, da bere fresca durante una lunga serata estiva perché particolarmente dissetante.
La presenza di lievito in sospensione fa in modo che la maturazione della birra non termini una volta imbottigliata, ma continui anche dopo. Il sapore e l’aroma di lievito sono quindi marcati e si uniscono ai toni di agrumi e al gusto di cereali.

Proprio per queste sue caratteristiche, di leggerezza e delicatezza, è ideale per il momento dell’aperitivo. Il modo migliore per accompagnarla è servirla insieme a qualche stuzzichino. Ottimo anche l’abbinamento con piatti leggeri e poco elaborati, come carni bianche o pesce. Si accompagna gradevolmente con fritti, formaggi con composte e miele e dessert di pasticceria secca.

Si consiglia di servire la birra di pane in bicchieri dall’imboccatura svasata, in modo che i profumi possano arrivare facilmente al naso.

Come nasce la Birra di Pane

Il mastro birraio mugellano Valter Lenzi spiega come nasce la Birra di Pane: “In pratica viene sostituito parte del malto d’orzo, che è l’ingrediente principe di ogni birra, con una certa quantità di pane. La piccola difficolta tecnica è che il pane porta con sé degli amidi, amidi che devono essere convertiti in zuccheri. Tecnicamente nell’infusione si mette prima il pane, si lascia lì per un tempo determinato, e poi si aggiunge il malto d’orzo, che con i suoi enzimi va a convertire il tutto”.

Lenzi ne risottolinea le caratteristiche: “E’ una birra chiara con leggere sfumature a cereale, e segue il processo normale di qualsiasi altra birra: filtrazione, bollitura, per la luppolatura si sta leggeri, per non caratterizzarla troppo, e mantenerla  bilanciata. Poi si aggiungono i lieviti, piuttosto neutri, e si ottiene un prodotto equilibrato.”

 

“E’ una birra bilanciata -continua Lenzi-: come profumi, si vanno a evidenziare le note del malto, odori dolciastri che possono tendere al sentore di miele mentre in bocca si può avvertire un attacco dolce all’inizio della bevuta e poi un leggero amaro al termine”.

© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – maggio 2019

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