BORGO SAN LORENZO – La gelateria di Marco Ottaviano è chiusa da alcune settimane. E dà appuntamento al prossimo febbraio. Chiusura lunga, sicuramente. Qualche problema? Il gelatiere titolare della gelateria artigianale in piazza Gramsci ride: “Macché! Chiudiamo, perché d’inverno il consumo di gelato si riduce, e per quanti pochi gusti puoi fare dovrebbe stare troppo all’interno dei pozzetti; mentre non ci può stare più di tanto se si vuole mantenere tutte le sue proprietà organolettiche e la sua consistenza. Diciamo non più di 72 ore. Quindi la scelta di chiudere è legata all’esigenza di garantire l’alta qualità del prodotto. Del resto noi non usiamo conservanti ed emulsionanti, che sarebbero necessari se si volesse mantenere il gelato più giorni”.
“Riapriremo a febbraio per il Carnevale”, conferma la signora Cinzia Ottaviano. Ma in questo periodo i due titolari della gelateria borghigiana non staranno con le mani in mano. “D’inverno -spiega Marco- ci dedichiamo all’attività didattica, e io ho corsi e lezioni a Firenze, Milano e Napoli, e inoltre aiuto nuove gelaterie ad avviarsi. La chiusura poi mi è utile per studiare nuove cose, non tanto e non solo nuovi sapori, ma soprattutto come migliorare ancor di più la qualità del gelato, aumentando la sua naturalità, facendolo più semplice ed essenziale, come il gelato di una volta”.
“Inoltre -aggiunge Cinzia- in questo momento di chiusura ci dedichiamo alla selezione e al reperimento dei prodotti, delle materie prime. E’ la parte di lavoro che non si vede, ma che è molto importante. Così andiamo in Sicilia per fare i contratti per il pistacchio, nelle Langhe per le nocciole, stabiliamo contatti con i fornitori, partecipiamo alle fiere”.
La stagione come è andata? “Siamo soddisfatti perché è stata una buona stagione nonostante il tempo, visto che abbiamo avuto due mesi in meno, mancando aprile e maggio per le cattive condizioni atmosferiche. Ma è stata una stagione con il segno positivo perché abbiamo avuto una conferma dalla nostra clientela, una conferma del gradimento verso la qualità dei nostri gelati. Il primo anno è di conoscenza, incide la curiosità dei nuovi clienti, ma il secondo è l’anno delle conferme, inizia la fidelizzazione se la gente riconosce il valore di ciò che offri. Ed è stato così. Inoltre è aumentato l’asporto, perché qui in zona è ancora forte la tradizione di condividere il gelato in famiglia,e  la vendita degli zuccotti, una novità per noi, fatta con il pan di Spagna di Cesarino e la ricotta di Bacciotti”. E il cliente mugellano com’è? “E’ un cliente esigente, un cliente che sollecita e ha voglia di conoscere: fa molte domande sul gelato, sulla provenienza dei prodotti e per questo è importante che i proprietari siano presenti dietro il banco, per ascoltare e rispondere, e in qualche modo per dare garanzie sulla qualità del gelato che vendiamo”.


© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 28 novembre 2019

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