MUGELLO – Di solito scrivo di cucina e di ricette, e oggi voglio condividerne una davvero specialissima, anche se non si tratta di cibo: si tratta di un’acqua un po’ magica, che fa parte del folklore e della tradizione contadina, l’acqua di san Giovanni.
Si può preparare solo stanotte, la notte appunto prima di San Giovanni, giorno del solstizio d’estate: la natura si trova adesso al suo massimo splendore, e bisognava, secondo la tradizione contadina, scongiurare tutti quegli eventi come siccità, malattie delle piante o forti temporali, che avrebbero potuto rovinare i raccolti.
Per questo rito propiziatorio bisogna quindi raccogliere una misticanza di erbe spontanee come tarassaco, papaveri, malva, rosmarino, ginestra, iperico, la lavanda ( che addirittura veniva chiamata spighetta di San Giovanni ) e comunque tutte le fioriture che trovate in base al vostro territorio.
Al tramonto tutte queste erbe e fiori vanno messi in una bacinella riempita con acqua fresca e lasciata fuori, davanti alla vostra casa, tutta la notte: quest’acqua assorbirà così tutta la rugiada del mattino, che simboleggia la luna, e la tradizione dice che i fiori e le piante, raccolte in questo particolare giorno, le conferiscono un potere molto potente in grado di scongiurare la malasorte.
La mattina di San Giovanni si utilizza quindi quest’acqua per lavarsi le mani e il viso, per una sorta di rituale scaramantico e propiziatorio per amore, fortuna e salute.
Quindi, se stare facendo una bella passeggiata per le colline mugellane, o siete di rientro da una gita fuori porta, vale la pena fermarsi un attimo a raccogliere qualche foglia e qualche fiore per rendere omaggio a questa antica tradizione, e poi chissà, magari porta fortuna davvero…

Benedetta Carcasci
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 23 giugno 2019

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