FIRENZUOLA – Il folklore e la tradizione contadina narrano infatti che  l’acqua di san Giovanni si possa preparare solo la notte prima di San Giovanni, giorno del solstizio d’estate: la natura si trova adesso al suo massimo splendore, e bisognava, secondo la tradizione contadina, scongiurare tutti quegli eventi come siccità, malattie delle piante o forti temporali, che avrebbero potuto rovinare i raccolti.
Per questo rito propiziatorio bisogna quindi raccogliere una misticanza di erbe spontanee come tarassaco, papaveri, malva, rosmarino, ginestra, iperico, la lavanda ( che addirittura veniva chiamata spighetta di San Giovanni ) e comunque tutte le fioriture che trovate in base al vostro territorio.

Al tramonto tutte queste erbe e fiori vanno messi in una bacinella riempita con acqua fresca e lasciata fuori, davanti alla vostra casa, tutta la notte: quest’acqua assorbirà così tutta la rugiada del mattino, che simboleggia la luna, e la tradizione dice che i fiori e le piante, raccolte in questo particolare giorno, le conferiscono un potere molto potente in grado di scongiurare la malasorte.

La mattina di San Giovanni si utilizza quindi quest’acqua per lavarsi le mani e il viso, per una sorta di rituale scaramantico e propiziatorio per amore, fortuna e salute. Quindi, facendo una bella passeggiata per le colline mugellane, vale la pena fermarsi un attimo a raccogliere qualche foglia e qualche fiore per rendere omaggio a questa antica tradizione, e poi chissà, magari porta fortuna davvero…

Benedetta Carcasci
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 21 giugno 2025

Irene De Vito
Author: Irene De Vito

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