MUGELLO – Quando il vento spira lieve, nelle campagne del Mugello si diffonde un profumo dolce e inconfondibile: quello dell’acacia in fiore, che annuncia il risveglio della natura.

Nelle case contadine di un tempo, dove le risorse erano poche, le nonne sapevano trasformare la semplicità in ingegno, e con i fiori della acacia, farina, acqua e talvolta un uovo, creavano delle frittelle fragranti e profumate.

Il fiore dell’acacia, detto anche “fior di gaggia“, è da sempre simbolo di primavera e protagonista anche dei canti del Cantarmaggio, quando i Maggiaioli portano di casa in casa musica e tradizione.

Ecco alcuni stornelli che citano i fiori di acacia:

  • “Fiore di maggio, fiore di gaggia, sete i più belli che nella festa sia!
  • “Fior di gaggia! I figli voglion bene a mamma sua,ed io vo’ bene alla speranza mia.”
  • “Fior di gaggia! Io sogno sempre l’immagine tua: di certo tu m’hai dato la malia.”
  • “Fior di gaggia! Ed all’amore ‘un ci ho creduto mai; il credere all’amore è una follia.”

La ricetta di oggi, dei “Fiori di acacia fritti”, racconta proprio questo: una cucina povera ma ricca di storia, capace di trasformare pochi ingredienti in un piccolo, dolce rito di stagione.

Ingredienti:

  • Rametti di fiori di acacia
  • Farina “00” gr.120
  • Uovo intero n.1
  • Latte intero gr.150
  • Birra chiara gr.80
  • Zucchero grezzo di canna gr.20
  • Sale un pizzico
  • Vaniglia in polvere
  • Olio di semi di arachidi o di girasole per friggere
  • Zucchero a velo per spolverizzare

Procedimento

In una terrina mescolate la farina, lo zucchero, il sale e l’uovo.

Aggiungete molto lentamente il latte e continuate a mescolare con la frusta.

Unite la birra.

Coprite la terrina con la pellicola per alimenti e lasciate riposare in frigorifero per un’ora.

Trascorso il tempo di riposo filtrate l’impasto con un colino a maglie fitte.

Aggiungete la vaniglia in polvere.

Mettete abbondante olio in una padella di ferro e portate l’olio a temperatura.

Immergete ogni rametto di fiori di acacia nella pastella che risulterà piuttosto liquida e lasciateli sgocciolare per eliminare l’eccesso.

Tuffateli nell’olio ben caldo stando attenti a non farli colorire troppo.

Metteteli su un foglio di carta da cucina per eliminare l’olio in eccesso.

Una volta freddi spolverizzateli con zucchero a velo.


Patrizia Carpini vive a Barberino di Mugello e si occupa da anni di cucina. Dopo essersi formata con i più grandi cuochi e pasticceri di Italia da qualche anno organizza corsi di cucina e pasticceria e svolge attività di docenza presso una Scuola di Formazione di Firenze.

Cura un proprio blog, una ricca raccolta di ricette e curiosità che vale veramente la pena “sfogliare”.

Inoltre, Patrizia ha pubblicato un libro di ricette: “La cucina di casa. Un viaggio nelle tradizioni culinarie del Mugello” in vendita nelle librerie ed edicole del territorio. Ecco dove trovarlo

Patrizia Carpini Cooking Experience
© Il Filo
– Idee e Notizie dal Mugello – 9 maggio 2026

Andrea Pelosi
Author: Andrea Pelosi

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