MUGELLO – Quest’anno “La Fiorita” raddoppia. Il pastificio di Paolo Parrini, che ormai da anni si contraddistingue per una produzione di qualità fortemente legata al territorio, ha avviato, fin dal 2023, un progetto per reperire la farina di semola di grano duro in Mugello. E se nel 2024 erano state prodotte e raccolte 50 tonnellate di grano, adesso si è passati a ben 100 tonnellate.
“La semola di grano duro prodotta dal grano coltivato nei campi mugellani – nota la figlia del titolare, Erica Parrini – ci servirà per coprire tutta la nostra produzione di pasta fresca per l’intero anno, e a quel punto la farina dei nostri prodotti sarà 100 % Made in Mugello.”
Le quantità maggiori di produzione le hanno assicurate tre aziende agricole mugellane: quella di Vincenzo Scelsi a Sant’Agata, l’azienda “Casalino di Graziano Zerbini a Marradi e “Poggiolino” di Enzo Natalino a Borgo San Lorenzo. Vi sono poi due aziende più piccole con produzioni minori.
“La semola – nota Paolo Parrini – era una farina che il Mugello non produceva più, essendo stata abbandonata la coltivazione di grano duro. Così abbiamo ricercato la collaborazione dei produttori, con un accordo tramite Coldiretti, affinché ci seminassero il grano necessario, grano che ora è raccolto e in deposito nei silos del Consorzio Agrario di Vicchio. E abbiamo così avviato una fase sperimentale”.
L’esperimento è andato benissimo, e da qui l’impegno a coprire tutta la produzione con il grano locale. “Naturalmente – nota Erica Parrini – questo per il nostro pastificio rappresenta un costo un più rispetto ad acquistare semola toscana, come facevamo prima. Ma per noi, e ci teniamo a ribadirlo, è importante, ogni volta che è possibile, utilizzare le materie prime del territorio a km 0, ad utilizzare prodotti freschi e di stagione. Questo incrementa la qualità del prodotto e ci differenzia dalla concorrenza.“
Per produrre la semola mugellana necessaria per i tortelli, i ravioli e le tagliatelle della Fiorita, in tre anni si sono triplicate le superfici in Mugello coltivate a grano, da 15 a 45 ettari. “E’ un vantaggio anche per le aziende agricole locali – spiega Paolo Parrini -: con questa nostra iniziativa possono programmare meglio le semine, sapendo che il loro prodotto ha già un acquirente certo”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello –20 Luglio 2025