MUGELLO – Il Mugello ha un nuovo Pinot nero, ed è un Pinot nero di grande prestigio. Si tratta del Pinot nero “Villa di Corte”, prodotto nelle vigne di Luco di Mugello, che entra nella grande famiglia dei vini di Frescobaldi. Un nuovo vino che è stato presentato a giornalisti ed operatori del settore questa mattina, lunedì 14 Settembre, alla Fattoria di Corte – una proprietà Frescobaldi fin dal ‘700 – dall’enologo di Frescobaldi Niccolò D’Afflitto, che ha descritto come il Mugello sia ormai diventato una terra adatta per questa coltivazione.

“Con il cambiamento del clima – ha detto – il Mugello, che era una zona da patate o da seminativi, diventa di appeal anche per la viticoltura. Poi – ha aggiunto – c’è il lago di Bilancino, che è un lago grande e la cui acqua è una forma di accumulo di temperatura e mitiga il freddo e il caldo”.

L’enologo ha quindi ricordato l’origine della decisione di piantare anche questo Pinot nero come base per lo spumante, dopo un “braccio di ferro” con il presidente Frescobaldi – “Io non lo volevo piantare, lui sì”-. La sua gradazione, come base spumante, era però troppo alta. Come racconta ancora l’enologo: “Questo Pinot nero è stato quindi vinificato e dimenticato in cantina. Nelle nostre cantine durante la vendemmia abbiamo stagisti che arrivano da tutte le parti del mondo e da tutte le parti d’Italia. Quell’anno con noi c’era un ragazzo francese che aveva già fatto una vendemmia in Oregon con me e che [aveva] una bellissima proprietà in Borgogna. Un giorno mi ha fermato e mi ha detto: guardi che quel Pinot nero che avete dimenticato in un cassetto è buonissimo. L’ho assaggiato e ho scoperto un Pinot nero buonissimo, con una personalità fortissima, e ho dovuto fare mea culpa con Lamberto e dire che il Pinot nero a Corte viene benissimo”.

La Villa di Corte, ha ricordato l’enologo, è una proprietà storica della famiglia Frescobaldi, ma non era considerata vocata per il vino. Poi la scoperta di una vocazione vinicola particolare, che con questo vino si conferma.

“Il Mugello – ha affermato – è un’enclave pedoclimatica molto particolare, tutta circondata da queste montagne ma senza escursioni termiche troppo violente. Fa un po’ più freddo che nel resto della Toscana e per quello si riesce a coltivare il Pinot nero”. Una produzione che, si stima, sarà tra le quattromila e le cinquemila bottiglie. “Vendere questo vino – ha aggiunto – senza sapere cosa è il Mugello è impossibile. Bisogna fare un dittongo tra Pinot nero, Mugello e Villa di Corte, nel quale noi dimostriamo che siamo dei coltivatori di territorio”.

Il pubblico alla presentazione
Il pubblico alla presentazione
L'interno della cappella della Villa di Corte. Da questa decorazione di Galileo Chini è stato tratto il logo della bottiglia
L’interno della cappella della Villa di Corte. Dalla decorazione della volta, opera di Galileo Chini, è stato tratto il logo dell’etichetta della bottiglia

© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 14 Settembre 2026

 

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