FIRENZUOLA – Poggio del Farro cresce. Dopo aver impiantato una base logistica a Barberino di Mugello, ha aperto di recente un nuovo laboratorio di produzione dove si sfornano barrette di farro, granola e presto prodotti da forno, biscotti, muffin e crostate.

Il nuovo punto di produzione dell’azienda è a Bruscoli, nel comune di Firenzuola, e ci lavorano al momento quattro persone.

“E’ stata una scelta di sviluppo della nostra attività – spiega Galeotti – in un settore in crescita, quale è quello salutistico, dove il farro trova la sua massima espressione tanto da poter essere considerato per le sue proprietà nutritive, il cereale della salute. La decisione di creare questo nuovo laboratorio rientra proprio nella filosofia della nostra azienda, da sempre orientata all’innovazione di prodotto partendo da una materia prima antica, ma assolutamente moderna e da sempre legata al territorio nel quale è nato e vuole continuare a crescere.”

La “Poggio del Farro” di passi avanti ne ha fatti, e in vent’anni è riuscita a diventare azienda leader in Italia per la produzione del farro. Tutto inizia a Covigliaio, in Alto Mugello, nel comune di Firenzuola. Inizia con duemila quintali di farro, nel 1999, conferiti da tre agricoltori locali.

L’idea nasce da Piero Galeotti, agricoltore illuminato e con in testa un sogno: quello di creare per il territorio dove è nato e cresciuto un vero e proprio progetto agricolo che affonda le sue radici, oltre che nell’amore per la propria terra, nell’ambizione di poterla dapprima recuperare, poi migliorare e sviluppare facendo della sinergia fra tradizione ed innovazione il proprio punto di forza.

Questa intuizione è poi stata portata avanti negli anni dal figlio Federico, dalla sua famiglia, dal socio Filippo Ciapetti e dai collaboratori che negli anni sono entrati a far parte della grande famiglia di Poggio del Farro. E Federico ci racconta come: “Il farro viene seminato, coltivato e raccolto seguendo i ritmi naturali, nel totale rispetto delle persone che assieme a noi portano avanti questo progetto etico: gli agricoltori. Assieme abbiamo sviluppato una rete vera, concreta e credibile di persone che ha l’obiettivo comune di mantenere viva e attiva l’agricoltura sostenibile in zone agricole di collina e montagna che, mal adattandosi alla coltivazione intensiva, sarebbero destinate a diventare marginali”.

Ora di farro l’azienda firenzuolina ne lavora 35 mila quintali l’anno, tutti nello stabilimento tra il passo della Futa e quello della Raticosa, a Covigliaio. Non tutto, ovviamente, è mugellano: “Abbiamo dovuto ampliare l’area di fornitura – dice Galeotti -: abbiamo una base dal Mugello che si attesta su circa 30-40 aziende, che ci garantiscono intorno ai 5 mila quintali di farro – e con questo facciamo una linea mugellana-, e poi ci siamo allargati in altri territori della Toscana particolarmente vocati alla produzione di questo tipo di cereale in special modo nelle province di Grosseto e Siena. Qui vi sono un altro centinaio di aziende. Inoltre, essendo sul confine emiliano-romagnolo, abbiamo uno “zoccolo duro” di produttori anche in questa regione”.

“Poggio del Farro” dà lavoro ad una ventina di persone, compresa la proprietà: tre soci sono lavoratori, divisi tra produzione, amministrazione e commerciale.

Anche il bilancio economico testimonia il successo dell’azienda. Nel 2016 il fatturato si aggirava sui 6 milioni di euro e, con crescita costante, il 2020 si è chiuso superando gli 11 milioni. Si può dire che la Poggio del Farro sia stata una vera e propria apripista nell’utilizzo alimentare del farro, riportandolo all’attenzione e sulle tavole degli Italiani. “All’inizio ci siamo impegnati a far conoscere questo cereale e in effetti, quando abbiamo cominciato, c’era molto ignoranza verso il farro. Ora siamo presenti in tutta Italia attraverso la Grande Distribuzione, con un assortimento molto vario. Il nostro catalogo è sempre più ampio, attualmente abbiamo oltre sessanta referenze”.

Prodotti che dal Mugello partono per tutt’Italia e non solo: un 20% è infatti destinato all’esportazione: “In USA, principale Paese del nostro export, dove si lavora molto bene e dove amano soprattutto il farro perlato, poi vendiamo farina di farro in Australia, siamo presenti in Francia e in Svizzera, e stiamo entrando in altri Paesi, come la Croazia, la Tailandia, Israele. Non è facile vendere all’estero, ma stiamo cercando di aumentare l’export”.

In generale quali sono i prodotti più richiesti? “Quelli per la prima colazione – risponde Federico Galeotti – il farro soffiato soprattutto, quello naturale e il farro ricoperto, al miele, al cioccolato, al mirtillo, e gran successo hanno anche i flakes di farro. Pure la pasta di farro viene venduta molto bene, così come il farro perlato e il farro integrale”.
E non è un caso così che nel nuovo insediamento produttivo di Bruscoli, si lavori sul comparto della prima colazione. Per crescere ancora.

Il nuovo laboratorio a Bruscoli

Tanto che ormai l’azienda, continua Galeotti, ha problemi di spazio: “In effetti – dice – le difficoltà maggiori che incontriamo sono proprio quelle della disponibilità di spazi per espandersi. Questa sede operativa del Covigliaio è stata costruita ex-novo nel 2012, poi per la logistica abbiamo affittato un fondo da 1500 mq a Barberino, molto funzionale e vicino all’autostrada. Ma già avremmo bisogno di altri spazi, di un’altra struttura. Lì dove siamo non è facile espanderci ancora”.

© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 5 dicembre 2021

1 commento
  1. Bencini oliviero
    Bencini oliviero dice:

    Sono interessato a far parte di codesta iniziativa avendo terreno a Galliano mugello disponibile per codesta iniziativa. Tel.3356599890 vorrei parlare con qualche dirigente grazie rimango in attesa.

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