MUGELLO – Tra le ricette più antiche della cucina rurale, i fegatelli di maiale occupano un posto speciale. Sono uno di quei piatti che raccontano un mondo fatto di semplicità, ingegno e profondo rispetto per ogni parte dell’animale. Un tempo, infatti, il maiale era considerato una vera ricchezza: un animale vorace e resistente, capace di trasformare in carne e grasso ciò che altre bestie rifiutavano — dagli avanzi della cucina alle zucche mature, dalle radici alle ghiande, fino agli acini d’uva macinati.

Chi non allevava una scrofa comprava il maialino alla fiera, trasportandolo a casa in una balla portata sulle spalle. L’ingrasso durava mesi e la macellazione avveniva all’inizio dell’inverno, quando il freddo garantiva la buona conservazione delle carni. Spesso il mezzadro era proprietario del maiale e donava al padrone, come forma di riconoscenza, un coscio dell’animale: quello che oggi chiamiamo prosciutto.

La lavorazione era un vero e proprio rito collettivo. In molte campagne arrivava il norcino, figura esperta e rispettata, capace di trasformare ogni parte del maiale in salumi, prosciutti e insaccati. La macellazione diventava così una festa della comunità: un momento che riuniva famiglie e vicini nelle aie delle case coloniche.

Durante questi giorni, c’era una tradizione immancabile: una grande mangiata delle parti più delicate e deperibili, come appunto i fegatelli. Un piatto semplice ma ricco di sapore, che segnava l’inizio dell’abbondanza invernale.

Oggi questo rito si va perdendo, insieme a molte figure che un tempo erano fondamentali nella vita quotidiana delle comunità rurali. Tra queste anche il macellaio di fiducia, artigiano e custode di saperi preziosi, che mi ha raccontato e consigliato la ricetta che sto per condividere con voi.

Ingredienti

  • Fegato di maiale gr. 800
  • Rete di maiale gr. 350
  • Aglio 4 spicchi
  • Salvia
  • Alloro
  • Vino bianco
  • Brodo di carne o vegetale o acqua
  • Olio E.V.O. o strutto
  • Sale e pepe

Procedimento

Mettete la rete di maiale in acqua calda per qualche minuto in modo da ammorbidirla, dopodiché fatela asciugare su un panno di cotone pulito.

Tagliate il fegato in piccoli pezzi, insaporiteli con un trito finissimo di aglio e salvia a cui avrete aggiunto il sale e il pepe.

Avvolgete i pezzi di fegato nella rete di maiale e formate dei piccoli involtini.

Mettete in una teglia un goccio d’olio o dello strutto, adagiate gli involtini, l’alloro e rosolateli da tutti i lati.

Sfumate con il vino bianco.

Portate a cottura aggiungendo il brodo o l’acqua.

Accompagnate questa deliziosa pietanza con un’ottima polenta di farina di mais.


Patrizia Carpini vive a Barberino di Mugello e si occupa da anni di cucina. Dopo essersi formata con i più grandi cuochi e pasticceri di Italia da qualche anno organizza anche corsi di cucina nel Mugello.

Da qualche tempo Patrizia ha aperto anche un blog, una ricca raccolta di ricette e curiosità che vale veramente la pena “sfogliare”.

Inoltre, Patrizia ha pubblicato un libro di ricette: “La cucina di casa. Un viaggio nelle tradizioni culinarie del Mugello” in vendita nelle librerie ed edicole del territorio. Ecco dove trovarlo 

Patrizia Carpini Cooking Experience
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 6 dicembre 2025

Author: Andrea Pelosi

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