BARBERINO DI MUGELLO – Qualche giorno fa, al mercato di Barberino ho incontrato la mia vicina di casa Grazia Diani, originaria di Latera, che mi ha raccontato una ricetta legata ai suoi ricordi d’infanzia. Ecco il suo racconto: “Mio nonno materno si chiamava Alfeo, ma a Latera era conosciuto da tutti come Feo o Fenfere. Rimase vedovo quando i miei zii erano ancora piccoli, perciò cominciò a cucinare lui per tutti. Un piatto che cucinava spesso, anche quando io ero piccola era il buglione, preparato con tutto ciò che aveva a disposizione nell’orto: zucchini, fiori di zucca, pomodoro fresco, cipolla, patate, fagiolini. A me e a mia sorella piaceva tantissimo, e oggi, ogni tanto, lo cucino anch’io seguendo la sua ricetta. Nonno Feo era un tipo burlone che si divertiva a fare gli scherzi a tutti. Quando Gigino di Latera lo chiamava: “Oh, Fenfere, vieni a seminammi il prezzemolo!”, mio nonno ci andava e, in quattro e quattr’otto, gli seminava il prezzemolo. Dopo un giorno, Gigino lo richiamava: “Feo, un ti riesce! Un m’è nato ancora nulla”. Mio nonno tornava a seminarglielo, e la cosa si ripeteva per diversi giorni e alla fine, quando ilprezzemolo cominciava naturalmente a nascere in abbondanza, Gigino lo apostrofava: “Oh Feo, un ti riesce seminare il prezzemolo! Tu me l’hai seminato troppo fitto!”.

Mio nonno era un tipo spregioso. Una volta, lui e Gigino erano andati a battere il grano. La sera avevano bevuto parecchio, così rimasero a dormire dal contadino, che li sistemò in soffitta. Dal grande caldo che c’era in quella stanza, Gigino non riusciva a respirare. Allora mio nonno gli disse: “Ci penso io, Gigino”.

Nel buio della stanza aprì lo sportello di un armadio pieno di scarpe vecchie e puzzolenti, che aveva notato appena arrivato. La stanza si riempì subito di un odore tremendo e asfissiante, e mio nonno disse: “Oh Gigino, senti ora come si respira!”. E Gigino, che non si era accorto di nulla, gli rispose: “Oh Feo, davvero! Ora sì che si respira bene!”.

Mio nonno mi raccontava che, al tempo del fascio, a Latera c’era un omino piccolino, non proprio bello, di nome Romoaldo, detto il Cinque di Latera. Di lavoro faceva il carbonaio, ma, quando era stagione, andava anche a raccogliere le croccole di ginepro e il ginestrino. Indossava sempre un corpetto elegante e calzava delle scarpe piccoline che scricchiolavano quando camminava. Quando il regime fascista istituì la Tassa sul Celibato, il Cinque, che era ancora scapolo, andò in Comune, si tolse il cappello e disse all’impiegato addetto alla riscossione del tributo:
“Io la tassa sul celibato non la pago”.
“Perché?”, gli rispose l’impiegato.
Il Cinque si tolse il cappello e, rivolto all’impiegato, disse:
“La mi guardi bene come sono! Se lei l’avesse una figliola, me la darebbe in moglie? Certo che non me la darebbe, vero? E allora io un pago la tassa”. E così, il Cinque non pagò mai la tassa sul celibato. Ho conosciuto anch’io il Cinque. Ricordo che non sopportava nessun bambino di Latera, a parte me, ché ero la nipote di Feo. Così ne approfittavo per andare a rubargli le ciliegie nell’orto, e, anche se qualche volta di sicuro mi avrà visto, non mi ha mai sgridata”.

Ingredienti:

  •  Zucchini gr.400
  • Cipolla rossa fresca gr.300
  • Pomodori gr.300
  • Patate gr.300
  • Fagiolini verdi gr.300
  • Fiori di zucca n.10
  •  Olio E.V.O.
  • Sale
  • Pepe

Nota: Le quantità delle verdure sono indicative

Procedimento:

Sbucciate le patate e mettetele in un recipiente con dell’acqua per evitare l’ossidazione. Togliete la parte apicale dei fagiolini verdi.

Sbucciate le cipolle e staccate delicatamente il pistillo e le escrescenze laterali che si trovano alla base dei fiori di zucca. Lavate accuratamente tutte le verdure.

Tagliate a pezzi piccolissimi le patate e i fagiolini (sono le verdure che impiegano più tempo per la cottura). Tagliate a striscioline i fiori di zucca e in quadratini tutte le altre verdure. Mettete l’olio in un tegame di alluminio capiente e unite tutte le verdure. Accendete il fuoco e salate immediatamente (così facendo l’acqua di vegetazione delle verdure uscirà e faciliterà la cottura).

Cuocete a fiamma moderata e unite dell’acqua all’occorrenza. Cuocete per circa 20/30 minuti o fino a quando tutte le verdure risulteranno morbide. Aggiustate di sale e di pepe e servite con un filo di olio E.V.O. a crudo.

 


Patrizia Carpini vive a Barberino di Mugello e si occupa da anni di cucina. Dopo essersi formata con i più grandi cuochi e pasticceri di Italia da qualche anno organizza anche corsi di cucina nel Mugello.

Da qualche tempo Patrizia ha aperto anche un blog, una ricca raccolta di ricette e curiosità che vale veramente la pena “sfogliare”.

Inoltre, Patrizia ha pubblicato un libro di ricette: “La cucina di casa. Un viaggio nelle tradizioni culinarie del Mugello” in vendita nelle librerie ed edicole del territorio. Ecco dove trovarlo 

Patrizia Carpini Cooking Experience
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 5 luglio 2025

Author: Irene De Vito

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