
MUGELLO – Sono già una quindicina gli “home restaurant” in Mugello. Si tratta di attività che offrono nella propria casa pranzi e cene a pagamento per un numero limitato di ospiti, regolate al momento da note e risoluzioni ministeriali che le assimilano a un esercizio di ristorazione, richiedendo requisiti professionali e la presentazione di una Scia. Ma, nel dettaglio, il quadro legislativo è ancora poco chiaro. Per questo, per tutelare loro ma anche la ristorazione tradizionale, il presidente dell’Unione montana dei Comuni del Mugello Tommaso Triberti ha scritto alla Regione Toscana per chiedere che si ponga attenzione al settore, in mancanza di un chiaro quadro legislativo nazionale. Questo permetterebbe di ottenere uno sviluppo trasparente delle nuove attività, supportare gli uffici comunali chiemati a fare le verifiche e scongiurare forme di concorrenza sleale verso i ristoranti tradizionali.
Proprio la Regione Toscana infatti, intanto, ha adottato per gli home restaurant una modulista unificata e standardizzata, attraverso il portale Star. Ma forse si può e si deve fare di più, per avere chiarezza. “Sono necessari – spiega Triberti su La Nazione di oggi, martedì 23 Giugno – riferimenti normativi o linee guida”. E ancora: “Chiediamo un intervento di regolazione da parte della Regione in attesa di una normativa nazionale, analogamente ad altre Regioni, con l’obiettivo di garantire qualità ed omogeneità del servizio su tutto il territorio regionale”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 23 Giugno 2026