
Non una “guida” ma un “sussidiario del mangiarbere all’italiana” come recita il sottotitolo e, sottolinea Mazzanti, uno strumento per imparare a conoscere e riconoscere il valore dell’impegno degli osti e dei cuochi nella cucina italiana.
Nell’edizione 2023 sono state introdotte modifiche sostanziali per offrire una visione più ampia e dettagliata dell’identità dell’osteria. Il bere bene è non solo riferito ai vini ma anche a cocktail, distillati, oltre che a succhi e infusi. Si aggiungono poi i simboli dedicati al pane e all’olio extravergine che dovrà essere di qualità anche nelle cucine.
Una raccolta insomma dei locali che meglio raccontano i territori e la diversità della cucina italiana, che rispettano la filiera in cui tutti dovranno essere giustamente retribuiti, dove insomma si può coniugare il pensiero cardine di Slow Food: Buono, Pulito e Giusto.
Tra le 136 presenti nelle pagine dedicate alla Toscana, per il Mugello si aggiungono alle tre già inserite, “La Bottega del Cornocchio” di Barberino di Mugello, “Il Camino” di Marradi e “La Bottega dei Portici” di Palazzuolo sul Senio, i due locali “Trattoria da Alberto” di Montecarelli a Barberino di Mugello e “Antica Porta di Levante” di Vicchio. Proprio per festeggiare questo doppio ingresso Alberto Gianassi ha ospitato nella sua cucina Cristian Borchi per una cena a quattro mani, molto partecipata e apprezzata. Nel cortile di Palazzo del Pegaso alcune delle osterie toscane insignite della chiocciola, hanno proposto alcuni dei classici piatti dei loro menù, sempre caratterizzati dall’utilizzo di prodotti del territorio e dal prezzo giusto.
Ancora nessuna chiocciola per le nostre osterie ma la grande passione per le tradizioni e il sempre più crescente utilizzo di prodotti di aziende mugellane, ci auguriamo possano essere premiate ben presto con il simbolo a noi caro.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 5 dicembre 2022