
L’azienda La Matteraia si trova a Vicchio nella valle di Rostolena, 30 ettari destinati alla produzione di olio, mele, uva che viene trasformata in vino, bosco e piccoli pezzetti di seminativi: “L’azienda la gestiamo in tre, io, mio padre e mia moglie, ma ho coinvolto anche le mie due figlie, una ha 18 anni e l’altra 13”, racconta il giovane Malpaga. La storia nasce nel 1973, quando il babbo di Ivan, che insieme al fratello aveva un’azienda vinicola in Trentino che esportava già da allora anche all’estero, decise di acquistare la proprietà. “Inizialmente l’idea era quella di dare una sistemata – racconta Ivan – e rivenderla, ma poi si sono instaurate amicizie, l’azienda piaceva, sono arrivati tante richieste, il lavoro è aumentato. S’è iniziato a piantare i meli, perché c’era anche su quelli l’esperienza, e le viti, perché c’era una cantina”. Poi nel 1986 il signor Malpaga decise di dare un taglio netto con il Trentino e si trasferì in Mugello, stabilmente. “Ho raggiunto mio padre – racconta Ivan – quando nel 1987 ho terminato gli studi in Agraria, settore enologico. Da allora abbiamo fatto molti investimenti, s’è livellato i terreni, s’è fatto il primo magazzino e ristrutturato gli appartamenti. Tutto a piccoli passi. Nella vecchia casa non c’era il riscaldamento né l’acqua calda. Nel 2004 abbiamo costruito il nuovo magazzino, dove si fa la vendita delle mele e nel 2010 ho preso in mano l’azienda io. Quindi s’è dato il via ad un piano di miglioramento ed è venuto un altro frutteto, un pezzo di vigneto aggiuntivo, la nuova cantina e la ristrutturazione della colonica”.
Per quanto riguarda invece l’olio, l’azienda produce tutti i cultivar classici toscani, il Leccino, il Frantoio, il Morello, il Pendolino, per una produzione che va dai 12 ai 15 quintali d’olio, “dipende da annata ad annata – spiega Ivan – abbiamo in totale 1450 piante”.
“Ma è sul vino che c’è più da dire – assicura il giovane Malpaga – in produzione abbiamo tre vitigni, il Muller Thurgau, il Moscato e il Rebo, che è di origini trentine, incrocio tra il Teroldego e il Merlot, perfezionato nel 1948 dall’agronomo Rebo Rigotti. E’ un rosso corposo, tosto, va fatto maturare bene. Gli facciamo fare due tipi di affinamento, uno classico in Barrique e l’altro in botte grande di Rovere. Il vino ‘300’ che produco l’ho chiamato così perché fa nella botte gli ultimi 300 giorni di affinamento”. Le bottiglie prodotte sono in totale circa 7000 l’anno: “Non sono grandi numeri, però per la nostra azienda e per la qualità del prodotto, va più che bene. I clienti sono alcuni ristoranti di zona, tanti privati e anche aziende, che scelgono le nostre bottiglie per realizzare delle confezioni regalo per Natale”. Costruita in bioedilizia – con intonaco in biocalce, solaio e tetto in legno – nel 2011 dopo la demolizione della vecchia colonica, la nuova cantina, nella quale in questi giorni si può apprezzare appena entrati un buon odore di mosto in fermentazione, oltre ad essere lo spazio per “Merende in Cantina”, nel periodo estivo diventa anche sede per degustazioni dedicate ad ospiti di strutture turistiche della zona che vogliono vedere da vicino, come momento particolare della propria esperienza turistica in Mugello, le fasi di produzione agricole direttamente in azienda.
Massimo Mugello
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 30 settembre 2016