
MUGELLO – Da bambina, il giovedì era il giorno del fegato. Puntuale come un orologio, mia mamma mi serviva una fettina di fegato di vitella, cucinata con amore e buone intenzioni, ma per me rappresentava una vera e propria punizione settimanale. Avevo sempre una faccina bianca, emaciata, e secondo lei era tutta colpa della mancanza di ferro. “Devi mangiare il fegato, ti fa bene,” ripeteva continuamente.
Così ogni settimana mi trovavo davanti a quel piatto dal profumo intenso, cercando di nascondere il sapore forte con spremute generose di limone. Era il mio piccolo trucco per renderlo più sopportabile. Ma non funzionava mai davvero. Quel sapore deciso mi riportava sempre al senso di dovere, più che di piacere.
Eppure, con il tempo, i gusti cambiano. O forse cambiamo noi. Oggi, quando cucino il fegato alla salvia, lo faccio per scelta. Con qualche accorgimento, ho imparato ad apprezzarne la consistenza e il gusto unico, soprattutto se accompagnato dalle note fresche della salvia e da una cottura attenta che ne esalti il sapore senza renderlo invadente.
Il fegato alla salvia è diventato, col tempo, una ricetta che parla di infanzia, di cure materne un po’ rigide, e di quel legame tra il cibo e i ricordi che ci accompagna per tutta la vita. E anche se oggi non ho più la faccina bianca e smunta di allora, ogni volta che lo preparo sento ancora la voce di mia mamma che mi dice: “Ti fa bene“.
E forse, alla fine, aveva ragione.
Ingredienti
- Fegato di vitella o di vitellone gr.400
- Spicchi d’aglio n.5
- Farina q.b.
- Salvia 4 ciuffetti
- Olio E.V.O.
- Sale e pepe
- Succo di limone (per chi, come me un tempo, lo preferisce “mascherato”)
Procedimento
Ripulite dai nervi e dalle parti più dure le fette di fegato.
In una teglia di alluminio fate rosolare leggermente in olio E.V.O. gli spicchi di aglio. Unite le foglie di salvia.
Infarinate leggermente le fette di fegato e mettetele nella teglia. Fatele rosolare a fuoco vivace per pochi minuti da entrambi i lati. Devono restare morbide e rosate all’interno, altrimenti diventano dure e stoppose.
Salate, pepate e portate in tavola.
Questa pietanza si accompagna molto bene a verdure saltate (spinaci, bietole o cicoria), patate lessate o purè di patate.
Da qualche tempo Patrizia ha aperto anche un blog, una ricca raccolta di ricette e curiosità che vale veramente la pena “sfogliare”.
Inoltre, Patrizia ha pubblicato un libro di ricette: “La cucina di casa. Un viaggio nelle tradizioni culinarie del Mugello” in vendita nelle librerie ed edicole del territorio. Ecco dove trovarlo
Patrizia Carpini Cooking Experience
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 5 luglio 2025