
Alcuni interventi previsti e finanziati dal PIF hanno posto una specifica attenzione proprio alla questione della corretta gestione del letame e dei reflui. “Il progetto del PIF Buona Carne – sottolinea Nicola Zaccaroni, allevatore di Palazzuolo sul Senio – ci ha consentito di realizzare una struttura dove stoccare il letame invernale, senza sversare i reflui sul terreno. E questo letame poi mi consente di effettuare la concimazione dei campi ed avere un prodotto migliore per alimentare la mia mandria”.
In tal modo anche le aziende zootecniche contribuiscono a un progetto davvero innovativo e “pulito”, e anch’esso a chilometro zero, con l’utilizzo in larga scala delle deiezioni prodotte nelle stalle, favorendo così una drastica riduzione dei fertilizzanti chimici finora utilizzati, sostituiti da una tecnica messa a punto nei laboratori universitari. “Il progetto Mugello -spiega il prof. Giuseppe Colla, Ordinario di Orticoltura presso il Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali dell’Università della Tuscia -punta a incrementare i livelli di humus nel terreno attraverso un approccio globale che considera l’uso di rotazioni appropriate e l’apporto di sostanza organica e microrganismi utili”.
L’originalità del progetto avviato in terra mugellana -e che vede anche la collaborazione di Italpollina, azienda leader nel settore, sta nell’aver messo insieme per la prima tutta una serie di pratiche e di accorgimenti tecnici. Così sono state coinvolte numerose aziende zootecniche locali, per impiegare il letame animale per fertilizzare naturalmente i campi destinati alla coltivazione -anche questa è una pratica che rientra nei dettami dell’economia circolare-, e si effettua una particolare concia delle sementi cerealicole, utilizzando semi fertilizzati in modo organico, in grado non solo di consentire uno sviluppo migliore della pianta, ma di rendere più ricco e fertile il terreno stesso. L’apparato radicale e la sostanza organica promuovono la moltiplicazione di questi microrganismi fino a popolazioni di milioni di miliardi a ettaro favorendo quindi un significativo incremento della microflora utile del suolo. L’apporto combinato di sostanza organica e microrganismi utili ha come obiettivo nel lungo termine il ripristino di una microflora utile per la pianta in grado di contrastare la diffusione di organismi fitopatogeni e promuovere una maggior resistenza delle piante”.
Questa particolare “filiera” delle deiezioni ha dunque effetti positivi diretti sulle aziende zootecniche, che hanno una nuova opportunità di smaltimento, e indiretti, in quanto contribuisce a rendere l’area agricola mugellana più produttiva, e in maniera naturale e più salubre. Anche questo fa parte del benessere animale.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 21 Febbraio 2022