
Sono anni che se ne parla, Cappetti ha promosso varie riunioni, e alla fine, ecco l’associazione degli Olivicoltori del Mugello. Che sarà ufficializzata in occasione del Rotarolio a Villa Pecori Giraldi, il prossimo 18 gennaio.
“L’iter -dice Cappetti- è stato abbastanza complesso, e sono emersi vari problemi, che abbiamo risolto grazie al confronto con persone esperte, come Cesare Buonamici, che ci hanno dato dritte ben precise, una mano preziosa. Così ci siamo presentati all’IGP toscano, dapprima un po’ timorosi. Ma quando hanno visto quello che avevamo fatto e avevamo uno statuto quasi completo, cioè si sono resi conto che ci abbiamo lavorato, ci hanno fatto i complimenti e hanno apprezzato l’idea di avere non diversi tipi di olio, ma un olio che rappresenti il Mugello. Un’idea che pensiamo sia vincente. Se questo olio avrà le caratteristiche dovute sarà classificato come IGP toscano, e da lì verranno fuori solo bottiglie, olio imbottigliato e non sfuso per consentire la tracciabilità, tutto garantito dall’IGP. Nell’etichetta ci sarà scritto IGP toscano – Colli Fiorentini – Mugello. Con questo possiamo dire di aver fatto bingo. Ora si sta studiando anche un’etichetta personalizzata per i vari olivicoltori, cioè per evidenziare i singoli produttori.”
Per il momento hanno aderito una ventina di olivicoltori mugellani, con una produzione di almeno 10 mila olivi. E l’associazione potrebbe davvero essere un passo avanti fondamentale per i produttori mugellani e per i consumatori: “Il vantaggio per i consumatori è la garanzia di qualità e di provenienza -dice Cappetti-. Mentre per i produttori il vantaggio è il prezzo, perché sarebbe valorizzato il nostro olio di alta qualità, franto ogni giorno proprio per garantire al massimo questa qualità, e tutto questo sotto l’egida dell’IGP toscano e stoccato e confezionato da loro: mantenuto sotto azoto, alla temperatura ideale che non lo fa invecchiare e deteriorare. Tutto questo porterà a dare impulso all’olivicoltura mugellana, a non abbandonare il territorio, a recuperare gli oliveti abbandonati, risistemare le strade di accesso e i fossetti, creare percorsi agrituristici, tutelare il paesaggio. Per questo credo proprio che sia valsa la pena andare avanti in questo percorso di collaborazione e di unione tra produttori mugellani.”
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 16 gennaio 2020
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