VICCHIO – A volte parlare di “eccellenze del Mugello”, a proposito dei prodotti agroalimentari, può sembrare perfino ridondante. Quando però le incontri e le sperimenti direttamente, rimani stupito. E dici, qualche eccellenza esiste, eccome!
Pensavo questo di ritorno dalla sede dell’azienda “Terre di Giotto” di Michele Lorenzetti, in quel di Pesciola. Lorenzetti, originario di Frascati, di professione enologo, si è trasferito a Vicchio nel 2004 scommettendo sul Mugello come terra dove produrre un vino di qualità ricercata. E in occasione del ventennale dall’avvio della propria attività, ha voluto festeggiare, con un gruppo di amici e di giornalisti di testate specializzate in enologia, con una visita alla sua vigna e con una serie di assaggi dei suoi vini.
Ed è stata una scoperta. Anzi, una tripla scoperta.
Anzitutto la produzione vinicola. Molto particolare e ricercata. Lorenzetti ha scelto infatti di lavorare su varietà francesi — Pinot Nero, Chenin Blanc, Riesling Renano e Sauvignon Blanc —. Con risultati straordinari, come hanno poi dimostrato gli assaggi proposti al gruppo di esperti, rimasti favorevolmente colpiti dalla grande qualità delle quindici bottiglie aperte, spaziando dalle annate 2009 (un bianco invecchiato diciassette anni–), 2014, 2019, 2020, 2023 per lo Chenin, dal 2014 al 2023 per il Riesling e infine dal 2009 al 2020 per il Pinot Nero.
Un risultato ottenuto grazie a una vigna anch’essa molto particolare.
Di vigne Lorenzetti ne ha due. Una, dove abita e ha la cantina, a Pesciola, una vigna più tradizionale, “mugellana”, con vecchi vigneti del 1972 coltivati con varietà tipicamente toscane. Ma il cuore della sua produzione è più in alto, a 6-700 metri, alle pendici dell’Appennino, un appezzamento di due ettari tra il monte Gattaia e il monte Verruca. Una vigna davvero bella e particolare, racchiusa, a destra e a sinistra, da due boschi di castagno. In mezzo la vigna, curatissima, in forte pendenza, con filari di Riesling, Pinot nero e Chenin, e più alto Sauvignon. Nel 2006 inizia con 2000 piante di Chenin, poi il Sauvignon e gli altri vitigni.
Una vigna “francese”, straordinaria anche nella sua ambientazione.
La terza scoperta riguarda il “vignaiolo”. Un grande vino non nasce se non ha con sé produttori come il titolare di Terre di Giotto – e come tutti quelli che fanno vino con grande passione e competenza – e in Mugello per fortuna non mancano -.
Durante la visita alla vigna e alla cantina di quest’azienda vicchiese si scopre un Lorenzetti che non è solo produttore di vino, ma anche tante altre cose: per fare vini straordinari come i suoi occorre essere enologo, ma anche chimico, biologo, e poi geologo, botanico ed esperto di meteorologia. Una competenza di grande spessore – Lorenzetti è anche esperto e consulente di agricoltura biodinamica e ha pubblicato un libro per la Libreria Editrice Fiorentina -, ma espressa con una bella dose di semplicità e umiltà. E tutto questo, unito a una grande passione per il proprio lavoro, per le proprie piante, e per i vini che di anno in anno nascono e si affinano, fa la differenza.
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