
Il tema è quello dello spreco alimentare. Tanti, troppi prodotti finiscono al macero, nell’immondizia, in discarica. Si potrebbe far molto di più. Ed ecco il progetto “Senza spreco – Cuciniamo le eccedenze”. Sunfiona da alcuni anni, è stato frenato dal Covid, e quest’anno è ripartito.
Gli organizzatori hanno invitato al “Chino Chini” i rappresentanti delle associazioni. Per fare il punto. Perché è un progetto semplice, ma dal meccanismo complesso. Non può mancare alcun “ingrediente”. Ci vogliono i donatori, ovvero strutture commerciali che mettano a disposizione il loro invenduto alimentare. Oggi nel progetto mugellano sono in due: il supermercato Conad, presente da alcuni anni, in modo sempre più convinto e – a detta degli operatori – efficiente e costante. Da quest’anno ha aderito poi Lunica, ingrosso mugellano di frutta e verdura. Manca invece all’appello Unicoop. Agli inizi la Coop borghigiana c’era, facevano anche il progetto “Buon fine”, ma, e nessuno ha mai chiarito i veri motivi, si sono fatti da parte, non partecipano più.
Accanto alle aziende che mettono a disposizione i loro prodotti invenduti ci vogliono altri due soggetti fondamentali, associazionismo e una scuola che questi prodotti trasformi e confezioni.
Ecco allora le Misericordie di Borgo San Lorenzo e di Scarperia, le associazioni Progetto Accoglienza e Il Mulino di Vicchio, le cooperative CAT e Arca, la Caritas parrocchiale di Borgo San Lorenzo. I volontari periodicamente si recano dalle aziende, ritirano i grandi contenitori pieni di frutta, verdura e pane (sono questi al momento i generi alimentari trattati, anche se si vorrebbero lavorare anche le carni) e li portano al “Chino Chini”. Qui entrano in gioco docenti e studenti dell’alberghiero – coordinati dal professor Occhibove – che due-tre volte la settimana trasformano i prodotti a disposizione in pietanze, piatti confezionati sottovuoto ed etichettati. Le associazioni coinvolte, a turno, tornano a scuola, prendono le confezioni e le distribuiscono alle famiglie mugellane in difficoltà. Oppure le utilizzano per i pasti dei disabili assisti nei loro centri.
Il professor Michele Occhibove, coordinatore del progetto insieme a Giulia Lombardo, dell’associazione Le Mele di Newton, è molto soddisfatto. “E’ un’iniziativa importante anche a livello educativo e formativo. Per i ragazzi e per le famiglie. Siamo l’unica scuola in Italia coinvolta in un’iniziativa del genere, e ne siamo orgogliosi”. Prima dell’incontro con le associazioni si è organizzata una speciale lezione per gli studenti di quinta, con lo chef stellato Antonello Sardi, con il quale ha condiviso metodologie e trucchi per ridurre gli sprechi in cucina.
E’ giusto che al “Chini” siano orgogliosi dell’iniziativa: finora – il progetto è partito otto anni fa – sono oltre 16 mila le porzioni preparate e distribuite: tutti prodotti che non sono stati buttati via e hanno consentito di mangiare (bene) a centinaia di persone e famiglie. E il progetto “Senza spreco” nel 2020 ha vinto il premio Vivere a Spreco Zero, nella categoria Scuole
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – dicembre 2023
1 commento
Pingback: Il Filo – notizie dal Mugello » In Mugello riprende l’iniziativa contro lo spreco alimentare