SCARPERIA E SAN PIERO – L’Hotel e ristorante Locanda San Barnaba si trova in viale Kennedy, di fronte ai giardini pubblici sotto le mura “Sud” del centro storico di Scarperia. Il nome del locale, che aderisce al progetto regionale Vetrina Toscana (scheda qui) è un omaggio alla prima denominazione della cittadina. Nel 1304, infatti, per volere del “Consiglio dei Cento” di Firenze venne fondato, come nuovo centro abitato, il “Castel San Barnaba”. Nei secoli successivi il luogo sarebbe cresciuto fino a diventare Scarperia, oggi riconosciuto come uno dei più bei borghi d’Italia (articolo qui).

Tutta la struttura è a gestione familiare. Francesca e suo marito Lorenzo si occupano del ristorante, mentre i genitori di lui dell’albergo. “La mia prima esperienza è stata in una pasticceria, a 19 anni – racconta Francesca – Lorenzo aveva a Sesto Fiorentino un hotel di famiglia. Insieme abbiamo gestito anche la Bottega di Morello. Nel 2010 abbiamo poi preso questa struttura. L’abbiamo scelta perché la vendevano con entrambe le attività, quella di ristorazione e quella alberghiera, già avviate”.

“La nostra cucina – prosegue Francesca – propone piatti della sconfinata tradizione toscana e fiorentina. Senza rivisitazioni o chiavi moderne, dando pur spazio a nuove idee, con creazioni a base sempre di prodotti del nostro territorio. Per altro mia nonna era di Borgo San Lorenzo, di Polcanto: alcune ricette sono strettamente ‘mugellane'”.

“La nostra filosofia – conclude Francesca – è basata sull’accoglienza schietta di noi Toscani. Se potessi scegliere due parole sarebbero semplicità e genuinità, con un grande rispetto verso la tradizione della nostra terra. Questo concetto cerchiamo di applicarlo dall’albergo al ristorante. Non vogliamo standardizzare l’offerta, ma dare il nostro messaggio di qualità”. In locanda si possono gustare taglieri di salumi, affettati, formaggi e crostini, sformati di verdure di stagione, bruschette miste di pane toscano. Per i primi, possiamo trovare cappellacci di lampredotto in crema di verza, pappardelle sul cinghiale, raviolotti di zucca gialla e amaretti, “gnudi” ricotta e spinaci, spaghetti di grano antico Senatore Cappelli ai carciofi. Nei secondi, arrosti misti, grigliate, stinco di maiale cotto a bassa temperatura. Ma anche galletto, coniglio e faraona ripieni e bollito misto. Tra i dolci va assaggiata assolutamente la Zuppa inglese, della quale “i savoiardi sono assolutamente fatti da noi”, specifica infine Francesca.

FabN
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 6 gennaio 2021

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